Mercoledi 21 02 2018 - Aggiornato alle 18:01

camera_di_commercio_di_agrigento
Spending review Camere di commercio, avviata procedura di accorpamento

Gli enti camerali di Agrigento, Caltanissetta e Trapani si unificheranno in un unico Consiglio che curerà gli affari locali di circa 130 mila imprese

di Dario La Mendola - 25/02/2015

Formale atto di accorpamento tra Camere di commercio aventi sede in città geograficamente divise. Mesi fa era accaduto in altre regioni italiane. Adesso, quanto previsto dalla riforma della Pubblica amministrazione sta per essere applicato anche in Sicilia.

La fusione, fortemente voluta dal sistema camerale per intraprendere un processo di razionalizzazione delle sedi territoriali, avverrà tra gli Enti della Sicilia occidentale, escluso il capoluogo: Agrigento, Caltanissetta e Trapani.

Il consiglio unificato, che curerà gli affari locali di circa 130 mila imprese, prenderà il nome di "Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Agrigento, Caltanissetta e Trapani". Il tutto sarà ufficializzato con la trasmissione degli atti al Ministero allo sviluppo economico, all’Assessorato regionale alle Attività produttive e a Unioncamere nazionale.

Secondo i vertici delle tre Camere, che commentano la razionalizzazione dell'Ente, si tratta di un provvedimento necessario che permetterà sia minor spesa sia miglior funzionamento, il quale garantirà presidi distaccati: "L’obiettivo dell’operazione è la razionalizzazione della struttura con relativo abbassamento dei costi per far fronte, da un lato, alla diminuzione del gettito del diritto annuale e, dall’altro, all’attivazione di nuovi servizi camerali da offrire alle imprese. Il progetto di accorpamento tra le tre Camere di Commercio, inoltre, risponde anche e soprattutto ad un disegno strategico per lo sviluppo locale, garantendo la presenza sul territorio attraverso presidi ben articolati e sedi operative distaccate sull’intera area in cui insisterà il nuovo Ente”.

Ciò che non appare chiaro è il problema del sistema pensionistico, poiché esso, in Sicilia, è a carico della Camera di Commercio. Tali nodi dovranno dunque essere risolti a livello regionale.

 

SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

scrivi alla redazione